Andamento Euribor: come incide il rialzo della Bce sui mutui a tasso variabile
La Bce (Banca Centrale Europea) ha aumentato il tasso di un quarto di punto. Siamo all'1,25%.
Il tasso fissato dalla Banca Centrale Europea rappresenta il costo del denaro. L'interesse dei mutuatari verso le modifiche al tasso Bce riguardano la sua incidenza sull'Euribor, cioè su quel valore che fa da riferimento per i mutui a tasso variabile. A maggio 2009 il tasso Bce era stato fissato al minimo storico pari all'1% ed ha mantenuto tale livello fino al 7 aprile di quest'anno quando è passato all'1,25%. Durante tale periodo i mutui a tasso variabile hanno infatti raggiunto i minimi storici, non erano mai stati così convenienti! E tutt'ora lo sono, costano certamente meno rispetto a quelli a tasso fisso.
In che misura inciderà l'aumento sulla rata dei mutui?
In realtà, seppure il tasso Bce sia cresciuto di un quarto di punto, non comporterà una differenza consistente nelle tasche di chi ha scelto il variabile. Certamente è opportuna una distinzione tra chi è già a circa la metà della durata del suo mutuo e chi lo ha appena sottoscritto. I primi hanno già pagato una quota consistente di capitale e quindi gli interessi sono inferiori rispetto ai secondi che potranno invece sentire maggiormente l'incidenza dell'aumento del tasso Bce. Ad ogni modo, il mutuo a tasso variabile resta ad un livello basso e conveniente: basti confrontare il tasso Bce di oggi e quello dei livelli pre-crisi. Un esempio su tutti: se oggi ci spaventiamo dell'aumento dall'1% all'1,25%, ricordiamoci del 4,25% fissato a luglio 2008!